#80 #90 & MORE

La Fondazione (via Francesco Crispi 18, Roma) presenta #80 #90 & more, un progetto espositivo a cura di Pier Paolo Pancotto, concepito per proporre al pubblico negli orari notturni e senza entrare nell’edificio un’esplorazione di opere video realizzate da alcune delle migliori voci della creatività contemporanea italiana e internazionale.

I lavori selezionati sono esposti “sottovetro”, visibili cioè dall’esterno della sede attraverso la grande vetrata all’ingresso. L’orario in cui sarà possibile vedere la mostra è dalle 18 alle 11 del mattino successivo secondo un programma prestabilito che prevede un focus settimanale con inizio ogni martedì e dedicato a un artista diverso appartenente alla generazione nata a cavallo tar gli anni Ottanta e i Novanta del Novecento.

Il nome dell’artista sarà svelato con un post di annuncio e l’hashtag #unboxingproject sul canale Instagram @lafondazione_roma il venerdì precedente per il martedì successivo.

Gli artisti coinvolti sono: Rosa Aiello, Lisa Dalfino & Sacha Kanah, Alessandro Di Pietro, Christian Fogarolli, Alice Guareschi, Invernomuto, Beatrice Marchi, Nicola Martini, Namsal Siedlecki e Andrea Zucchini. 

Tutti appartengono a una fase storica e sociale comune che ciascuno però interpreta con il proprio linguaggio, con la propria tecnica e con un contenuto specifico. Ne deriva un panorama creativo molto articolato e variegato, dove tranne qualche elemento comune, ogni artista interpreta a suo modo la realtà dei nostri giorni con i suoi problemi, le sue inquietudini, i suoi punti interrogativi e le sue perplessità.

Nonostante le tematiche affrontate siano eterogenee c’è un una certa attenzione comune a tutti gli artisti presenti che riguarda il rapporto tra l’individuo e le nuove tecnologie e anche l’interesse per la figura umana.

Ogni artista diviene un elemento fondamentale per la riflessione e il confronto tra il senso della vita e le infinite possibilità di conoscerla e affrontarla. L’intenzione di questa esposizione è soprattutto quella di sottolineare la relazione fondamentale che deve esserci tra la Fondazione e il visitatore: un rapporto dialogico e amichevolmente sfidante, capace di creare continue sorprese, disallineamenti e congiunzioni inaspettate in grado di condurre il pubblico alla scoperta di opere di artisti di grande qualità, affermati ma ancora poco conosciuti in Italia. Soprattutto questo ultimo elemento diviene fondamentale oggi in un panorama che ancora tentenna sulla validità del contemporaneo. Lo scetticismo di tanti nei confronti delle produzioni attuali del mondo dell’arte va superato attraverso una maggiore conoscenza e consapevolezza del prodotto artistico che non necessariamente deve essere “irraggiungibile”, adorabile e comprensibile ma anzi l’avvicinare le opere d’arte allo spettatore in maniera quasi elementare è una caratteristica fondamentale che deve farci comprendere l’importanza e la bellezza delle produzioni d’arte delle ultime generazioni di giovani artisti.

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