AMERICAN ART 1961-2001

Palazzo Strozzi di Firenze presenta American Art 1961-2001, una grande mostra che celebra l’arte moderna degli Stati Uniti d’America attraverso oltre 80 opere di artisti, alcune tra le quali esposte per la prima volta in Italia. Il percorso si articola attraverso l’esposizione di importanti e iconiche opere di personalità e movimenti che hanno segnato l’arte americana tra due momenti storici decisivi, l’inizio della guerra del Vietnam e l’attacco dell’11 settembre 2001. Dalla Pop Art al Minimalismo, dalla Conceptual Art alla Pictures Generation, fino alle importanti ricerche degli anni Novanta e Duemila. Tutti movimenti artistici che hanno rappresentato momenti decisivi di cambiamento e articolazione del linguaggio artistico sempre volto a espandersi e rinnovarsi.

In mostra incontriamo personalità come Andy Warhol, papà della Pop Art, con le sue iconiche serigrafie, Mark Rothko e le sue opere, chiara espressione dell’intensità astratta, Roy Lichtenstein e i suoi fumetti, Bruce Nauman, performance artist tra i più influenti nel panorama della videoarte, Robert Mapplethorpe e le sue fotografie controcorrente, Cindy Sherman e i suoi travestitismi e tanti altri importanti artisti che hanno rappresentato e tutt’ora rappresentano un tassello importante per il panorama artistico contemporaneo internazionale.

Il percorso di Palazzo Strozzi propone le opere di oltre 50 artisti dedicando un’attenzione particolare alle figure chiave di quegli anni. Una sezione speciale è ad esempio dedicata a Merce Cunningham, padre della danza contemporanea, la cui ricerca è presentata attraverso grandi installazioni nate dalla collaborazione con Robert Rauschenberg e Jasper Johns. Gli anni Sessanta invece sono testimoniati da maestri come Donald Judd, Robert Morris, John Baldessari e l’inquietante figura di Matthew Barney con la famosa installazione di Cremaster 2, controversa opera dedicata a un assassino che richiede per se stesso la pena di morte.

Un focus speciale è infine dedicato alle ricerche più recenti degli anni Novanta e Duemila, in cui spiccano artisti del calibro di Kerry James Marshall e Glenn Mike Kelley o Kara Walker, della quale è proposta un’ampia selezione di opere video e disegni che testimoniano la sua suggestiva ricerca tra storia e satira sociale intorno ai temi della discriminazione razziale.

Questa mostra pone l’accento su una questione molto importante che vede gli Stati Uniti d’America come la più grande rappresentazione della contaminazione di linguaggi artistici presenti sul mercato sino a oggi. Culture, tradizione e identità differenti che attraverso lo strumento dell’arte riescono a raccontare le stratificazioni e le difficoltà di una società sempre più complessa.  

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