FALCE E MARTELLO. ENZO MARI IN MOSTRA A MILANO

Il 9 aprile 1973 Carla Pellegrini inaugurava la nuova sede della Galleria Milano in via Turati/Manin, dove si trova tuttora, con una mostra dedicata a uno dei più grandi artisti e designer italiani, Enzo Mari. L’evento suscitò scalpore e successo e oggi a distanza di quasi cinquant’anni è proposta una riproduzione fedele della stessa, ricostruita grazie a un’operazione di ricerca che ha coinvolto principalmente l’archivio della Galleria Milano e l’Archivio Enzo Mari.

Falce e Martello. Tre dei modi con cui un artista può contribuire alla lotta di classe è il titolo della mostra incentrata su due simboli diffusi e noti a tutti: la falce e il martello, emblema classico dei partiti comunisti.

La grande sala della Galleria Milano è tappezzata di riproduzioni di queste due icone e attraverso la ricerca e la raccolta di dati relativi a testimonianze del Gruppo di Lavoro è possibile anche vedere un video realizzato dallo stesso Mari relativo alle lotte operaie in Italia nella primavera del ‘71. Il documentario è stato ritrovato dopo una lunga ricerca e digitalizzato dall’Archivio Home Movies di Bologna.

Enzo Mari (Novara 1932 – Milano 2020) è stato un designer e accademico italiano rivoluzionario nel suo modo di intendere la funzione effettiva del design, mai fine a se sesso ma funzionale per la quotidianità. Il design a suo parere non si sarebbe dovuto limitare alla creazione di oggetti belli e forme piacevoli, ma la funzione diventa fondamentale. Non c’è poesia senza metodo, il suo slogan.

L’utente non è un consumatore passivo ma diventa parte attiva nel processo di percezione dell’opera d’arte.

In Falce e Martello accade proprio questo. I due singoli oggetti d’uso quotidiano, la falce e il martello, diventano simboli progettati in studio e trasformati in materia d’arte. 

Le riproduzioni in mostra sono diverse: da quadri a sculture, bandiere in lana serigrafate in diversi colori, litografie riproducenti la ricerca con 168 simboli e serigrafie in due colori. La ricerca relativa a questi simboli sottolinea come il valore formale non incide sul significato veicolato. Due oggetti artigianali diventano l’emblema e il simbolo di una lotta di classe. Nella falce e nel martello sono racchiusi valori e ideali che hanno segnato un’epoca e sono diventati il simbolo del comunismo.

Al di là dell’intensità ideologica di questa mostra che rappresenta un modo per ripercorrere quegli anni di piombo, la voglia di lottare per l’affermazione e la speranza della democrazia e dell’equità sociale, quello che diviene davvero importante è l’emotività con cui possiamo rivivere quella voglia di cambiamento e sovversione che deve esserci d’ispirazione anche oggi.

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