RIAPPROPRIARSI DELLE FORME, RIDISEGNARE METODI. L’INTIMO “RIFUGIO” A RAMATUELLE

Come trasformare una “perla” in un immaginifico rifugio fronte mare e vivere felici?
Nel crogiuolo di natura, modernità, architettura e un pizzico di mondanità, le contaminazioni hanno la forma di un buen retiro. Davvero speciale.


Già dal secondo millennio, collaborando con l’artista Clara Halter, Jean Michel Wilmotte diede luce in Champ de Mars, di fronte alla Torre Eiffel, a un’originale e magnifica rappresentazione d’arte contemporanea ispirata al muro del pianto di Gerusalemme, il “Muro della Pace”. Lungo tutta la facciata di vetro del muro che misura sedici metri di lunghezza, tredici di larghezza e nove d’altezza è impressa la parola “PACE” scritta in trentadue lingue, tra le quali cinese, tibetano, arabo e il braille. Governor, così si chiama lo studio parigino padre di questo progetto, è stato fondato da J.M. Wilmotte nel ’75, uno staff composto da settanta persone volutamente di diversa nazionalità tra cui designer, architetti generici e architetti specializzati in urbanistica e in arredamenti d’interni, ha siglato a oggi progetti in tutto il mondo.

Pianificazioni urbane in Parigi, Lione, Thionville, Annecy e Beirut, ristrutturazione del Paris’Collège de France, del Strasbourg’s European Management Pole, progetto e layout degli interiors del nuovo aeroporto internazionale di Seoul, della sede parigina di LVMH. Ideatore del nuovo concetto di boutique internazionali per Cartier, Montblanc, Chaumet e Galliano, il nuovo Ferrari Sporting Management Center di Maranello.

Il lavoro sviluppato nelle opere pensate da Jean Michel Wilmotte è una ricerca di qualità che utilizza una tavolozza unica di luce e profondità nella creazione delle forme e le figure che nascono dalla sua visione. La ricerca dell’eccellenza è guidata da una chiara visione di eleganza, proporzione, comfort e raffinatezza. Queste qualità sono riunite nella sua architettura, urbanistica, di prodotto e di interior design. Il design, unito a un approccio sensibile verso gli aspetti ambientali, culturali e sociali, offre, secondo l’architetto, un’elevata qualità alla nostra vita quotidiana, la stessa, magnificamente rappresentata nella “Réserve de Ramatuelle”, un luogo intimo e sublime che ridefinisce la concezione del lusso abbinandola a una semplice eleganza. In un trait d’union con la sua SPA che propone metodi dolci e naturali basati su sinergie di tecniche scientifiche attuali, finalizzate alla lotta contro il tempo. Non manca una filosofia gourmet disintossicante e antiossidante che contribuisce a rendere efficace l’equilibrio psico-fisico.

L’intimo rifugio vista mare che domina il golfo di Saint Tropez è la giusta risposta all’insegna di eleganza, benessere e armonia. La residenza è composta da sette camere e sedici suites, da cinquanta a cento metri quadrati, dodici ville in affitto in stile classico e provenzale, una SPA di mille metri quadrati dove poter essere coccolati da uno staff altamente professionale che utilizza i migliori prodotti cosmetici di fama internazionale. In tema di design, è forse giunta l’ora di ribaltare le posizioni prospettiche. Riappropriarsi delle forme, ridisegnare metodi, norme e infrastrutture che animano la vita di tutti i giorni, riducendo anche il flusso nocivo di energia e materiali in ottica di risparmio, è l’obiettivo prefissato.  Non mancano, certo, oggi, creatività e innovazione. La gente affronta con mentalità innovativa la vita quotidiana. Il nuovo modo di progettare, al contrario, connette e accelera l’innovazione di base già in atto. Nel nuovo modo d’approccio al design spazio e luogo, contenuto, software, prodotti sono ormai indistinti. I luoghi, allora, assomigliano sempre di più a un abito da indossare e dismettere a seconda dei momenti della vita, delle occasioni. La Réserve de Ramatuelle è una perla incastonata lungo la Costa Azzurra, fronda di una borgata medievale a cavallo tra passato e presente: di una bellezza timida, che non ama essere esuberante, così come lo è Ramatuelle, cittadella dai ritmi sereni, dove le stradicciole strette si affacciano verso il mare e regalano panorami d’incanto. Chilometri di sabbia chiara e fine collegano il capo di Saint-Tropez al capo Camarat, lambiti dalle sfumature mutevoli di un mare perfetto: a seconda della composizione dei fondali, delle pennellate che il sole sparge sulla superficie, o delle posidonie che rigogliose ricoprono gli scogli e la sabbia, il mare attraversa tutte le tinte dei blu e dei verdi. E il naufragar m’è dolce, in questo mare.

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