HOW I MET YOUR MOTHER: OMBRELLO GIALLO O CORNO FRANCESE BLU?

How I Met Your Mother è una serie da vedere e da rivedere. Una serie a dir poco legend-, wait for itdary! Legendary! Chi ci è cresciuto, come me, lo sa bene, ma non è mai tardi per recuperarla. Uno dei maggiori suoi punti di forza, infatti, è proprio la capacità di trattare situazioni e tematiche, più o meno profonde, molto relatable per chiunque. Chi, dopo averla vista, non ha mai fatto la prova del portico? Chi non si è mai chiesto quale fosse il proprio bagaglio? Chi non ha mai avuto paura di essere il Blitz, almeno una volta? Chi non ha mai organizzato un intervento? 

La vera forza motrice del telefilm è, infatti, la sceneggiatura, curata nei minimi dettagli e perfettamente coerente per quasi nove stagioni. Quasi, esattamente, o meglio… fino agli ultimi 7 minuti dell’ultimo episodio. Non mentirò, io sono e sarò sempre team Tracy e per chi la pensa come me quegli ultimi 7 minuti rimarranno sempre una grande delusione. Oltre che motivo indiscusso e più che giustificato di pianti disperati e di improvvisi attacchi di rabbia – se continuano a persistere tuttora, dopo sette anni, sappiate che è perfettamente normale -. Nonostante ciò, rimane una serie tv cult che si apprezza sempre di più a ogni rewatch. Vediamo meglio perché. 

LO STORYTELLING 

La principale caratteristica che contraddistingue How I Met Your Mother dalle altre sitcom è il modo in cui tutta la storia viene raccontata. Il primo episodio si apre con il protagonista, Ted Mosby, che nel 2030 decide di raccontare ai suoi figli teenager come abbia incontrato la loro mamma, Tracy. O meglio, tutti gli eventi che lo hanno portato a incontrarla, fissando l’inizio del racconto a venticinque anni prima. Se tutt’oggi rappresenta ancora un espediente molto particolare di utilizzo dello storytelling, per “l’epoca” lo fu ancora di più, come afferma Alyson Hannigan in un’intervista. L’utilizzo dei flashback in una sitcom era ancora una novità. Tuttavia, si rivela da subito come una scelta vincente, proprio perché questo escamotage ha la capacità di dar vita a gag e a situazioni paradossali, ma iconiche della serie. Chi non ricorda la memorabile lotta tra Ted e la capra? Siamo tutti certi che non possa essere andata in altro modo. 

GLI ATTORI E LE GUEST STAR 

Il tutto è reso ancora più memorabile dalla performance degli attori. Neil Patrick Harris, con i suoi trascorsi televisivi e teatrali – più che evidenti nella sua interpretazione –, Jason Segel e Alyson Hannigan, provenienti da altri film e serie tv, insieme a Cobie Smulders e Josh Radnor, con alle spalle piccoli ruoli e all’inizio forse ancora un po’ acerbi rispetto ai loro colleghi, ma che man mano diventano sempre più eccezionali – un consiglio spassionato è di guardarla in lingua originale, in modo tale da poterli apprezzare al meglio -. E stiamo parlando solo degli attori principali. È incredibile, infatti, il numero di guest star presenti in questa serie: da cantanti come Britney Spears, J Lo, Katy Perry, Enrique Iglesias, ad attori formidabili, vincitori di Golden Globe ed Emmy, come John Lithgow, Bryan Cranston, Kyle MacLachlan, ai più disparati personaggi del mondo dello spettacolo, da Bob Barker a Kim Kardashian. 

I PERSONAGGI 

In ogni caso, il motivo per cui abbiamo continuato a premere su next episode o per cui, ai tempi, non ci siamo mai persi neanche un episodio quando andava in onda in TV riguarda la scrittura dei personaggi. Perché? Perché sono reali. Perché hanno problemi reali, perché vivono situazioni reali. Ovviamente, in alcuni casi bisogna tenere conto della voluta esagerazione e esasperazione di alcuni particolari comportamenti e avvenimenti, in quanto, in primis, ricordi di Ted di vent’anni prima e, in secondo luogo, per opera della sospensione dell’incredulità, dal momento che si tratta pur sempre di un’opera di fantasia. Nonostante ciò, i personaggi sono realistici perché complessi e controversi; come hanno dichiarato gli sceneggiatori sono, infatti, ispirati alle loro persone, ai loro coniugi e amici. 

Ted è il tipico romantico, innamorato dell’amore, perennemente alla ricerca della donna ideale con la quale mettere su famiglia, ma che allo stesso tempo fa di tutto perché ciò non accada, invischiandosi in situazioni amorose fallimentari, a partire da Robin. Marshall, un bonaccione, fin troppo gentile, tanto a volte da risultare ingenuo, fidanzato sin dai tempi del liceo con la sua Lilyapad, è anche un promettente avvocato ambientalista che per anni sceglie di lavorare per “il nemico”, una multinazionale a cui non importa nulla di inquinare o meno il pianeta. Lily, sensibile, dolce e premurosa, ma a volte anche un po’ spudorata e un po’ pazza – pur sempre evidente dai suoi occhi da shining –, non si astiene dal manipolare, anche se per il loro bene, i propri amici. Robin, una donna indipendente, forte, che non ha bisogno di nessuno, è anche un ex popstar canadese e, allo stesso tempo, una persona che continua ad auto sabotarsi volendo sempre quello che non può avere. 

E, infine, Barney, il dongiovanni apparentemente freddo e senza cuore, bugiardo patologico, che, in realtà, è disposto a fare di tutto per i propri amici e per le persone che ama. Tuttavia, è proprio questo il loro fascino. Sono personaggi che noi amiamo e che allo stesso tempo, talvolta, possono irritarci, proprio perché riusciamo a immedesimarci, proprio perché possiamo rivederci in loro. Durante tutta la serie, li vediamo crescere, partecipando alle loro sofferenze, ai loro problemi, alle loro gioie, perché sono anche le nostre. How I Met Your Mother è, infatti, una serie dramedy, un perfetto connubio fra ilarità e drammaticità… Come la vita, del resto. 

Ed è proprio in virtù della coerenza con cui gli sceneggiatori hanno sviluppato e fatto crescere tutti e cinque i personaggi che mi riesce davvero difficile capire il senso dell’ultimo episodio. 

L’ULTIMO EPISODIO 

L’ultimo episodio mostra il primo incontro di Ted e Tracy. Non è la prima scena in cui si vede la mamma. Tracy, infatti, compare già alla fine dell’ottava stagione, in una scena super emozionante, in cui si vede per la prima volta. Poi, man mano, nell’ultima stagione iniziano a parlare sempre più di lei, mostrando la sua relazione con Ted e quanto stiano bene insieme. Quanto si amino. E in quel momento, possiamo essere certi che tutte le nove stagioni siano valse l’attesa. Per nove stagioni abbiamo aspettato con Ted, abbiamo ammirato la sua forza d’animo, la sua volontà di non arrendersi mai, l’abbiamo visto credere ciecamente nel destino, poi un po’ meno, ma eravamo sempre dalla sua parte perché la sua speranza era la nostra. Dunque, la domanda è semplice. Era così necessario far morire Tracy per poi fare tornare Ted da Robin? Gli sceneggiatori hanno rilasciato delle dichiarazioni dove sostengono di averlo fatto per amore del realismo. Tuttavia, è davvero così? Perché, se così fosse, per quale motivo non dedicare più stagioni a Tracy? Nonostante appaia in poche scene, è in grado di catturare la simpatia di chiunque e si dimostra un personaggio incredibilmente interessante. Dunque, perché non prendersi la responsabilità delle proprie scelte e parlare più a lungo di questo personaggio? Altrimenti, questa dichiarazione sembrerebbe solo un modo per cercare di trovare una giustificazione al fatto di aver fatto tornare Ted da Robin, quando è evidente, per tutta la serie, che non sono fatti per stare insieme. Se l’intento degli sceneggiatori, infatti, era quello di creare un rapporto alla Ross e Rachel o alla J.D. ed Elliot hanno miserabilmente fallito. Ted e Robin pensano di rimettersi con l’altro soltanto nei momenti peggiori della loro esistenza, quando si sentono soli. 

Quando tutti gli altri vanno avanti con i progetti della loro vita e a Ted sembra di rimanere sempre allo stesso punto è lì che si dichiara nuovamente a Robin, aggrappandosi al passato, perché in quel momento rappresenta per lui l’unica cosa familiare ed è troppo spaventato per andare avanti da solo. Robin, ugualmente, si rende conto di voler davvero tornare con Ted solo dopo aver divorziato da Barney e dopo aver visto quanto è felice con Tracy. Eppure, è vero che gli sceneggiatori non hanno mai cambiato idea sul finale dalla prima stagione? Sì, ma a questo punto forse avrebbero dovuto. Qui non si tratta più di essere team ombrello giallo o team corno francese blu. Appunto perché sapevano fin dal principio il finale, sapevano che non avrebbero avuto modo di parlare approfonditamente del personaggio di Tracy, considerando che inizialmente doveva essere anche più corta la serie. Dunque, l’unico scopo per loro non era dimostrare quanto il telefilm fosse realistico fino all’ultimo, ma di come, fino alla fine, Ted potesse tornare da Robin. 

Tuttavia, qui siamo davanti a un errore di scrittura alla Game of Thrones. Ovvero, siamo davanti a un finale frettoloso e incoerente con i vari avvenimenti accaduti fino a quel punto della trama. Parliamo anche di Barney. Dopo nove stagioni di sviluppo del suo personaggio, quello che, oltretutto, ha anche fatto più strada rispetto a tutti gli altri e che ci aveva messo anche più impegno per arrivare fino a quel punto, torna il vecchio Barney in mezzo episodio dopo il matrimonio? Specifichiamo, dopo ben tre stagioni dove hanno parlato del suo matrimonio con Robin e di quanto fosse cambiato – ebbene sì, partono già dalla settima a parlarne. Dunque, sarebbe regredito? Riesce addirittura a fare il mese perfetto? Sinceramente, non lo credevo possibile a quel punto. Non c’era altro modo per cui potesse realizzare di volere un figlio? 

In ogni caso, dopo la grande percentuale di fan delusi, hanno deciso di rilasciare anche il finale alternativo. 

La cosa ironica è che, invece, quel finale è perfetto. Ted, infatti, racconta brevemente come è arrivato a incontrare la mamma. Tutti gli avvenimenti che sono trascorsi, belli o brutti che fossero, l’hanno portato da lei e, tutto sommato, è stato facile, perché alla fine è arrivato dove voleva arrivare, grazie al supporto delle persone che amava. Sinceramente, non vedo come questo finale potesse risultare meno realistico di quello “vero”. Per me questo è l’unico modo in cui poteva concludersi la serie, dopo aver mostrato il loro primo incontro e dopo aver finalmente detto quella fatidica frase, quella che aspettavamo da ben nove stagioni o chi, come me, la stava aspettando da ben nove anni: “And that, kids, is how I met your mother”. 

E voi? Cosa ne pensate del finale? Fatemelo sapere!

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